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Scope 2: perché il momento di agire è adesso
30
Gennaio
2026
30 Gennaio, 2026

Scope 2: perché il momento di agire è adesso

Per molte aziende industriali (italiane e non), la riduzione delle emissioni di CO Scope 2, ovvero le emissioni indirette associate all’energia elettrica acquistata, è rimasta un tema gestito con prudenza: spesso rimandato in attesa di maggiore chiarezza normativa o di condizioni di mercato più favorevoli.
Oggi il contesto è diverso: i prezzi delle Garanzie d’Origine (GO) – uno degli strumenti chiave per la copertura Scope 2 in modalità market-based – sono tornati su livelli tra i più bassi degli ultimi cinque anni.

Figura 1: Andamento dei prezzi di mercato negli ultimi 5 anni delle GO HWS – periodi di produzione 2025–2026–2027

Five-year market price evolution of HWS GOs – production periods 2025–2026–2027

Fonte: dati di osservazione di mercato Nvalue.

Tuttavia, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, ipotizziamo che le condizioni idrologiche tese osservate sia nei Paesi nordici sia lungo la catena alpina possano influenzare le dinamiche di offerta nei prossimi mesi. In tale contesto, è plausibile che alcuni produttori, avendo già venduto in anticipo una parte della propria produzione, siano soggetti a vincoli derivanti dalle rispettive politiche di gestione del rischio e adottino un approccio più conservativo, con una conseguente riduzione dei volumi ulteriormente offerti al mercato.

Come recita il celebre verso di Lorenzo de’ Medici – “di doman non c’è certezza” – un’espressione che si adatta bene anche ai mercati energetici e ambientali, il futuro resta per definizione incerto. Ciò che è invece possibile fare oggi è mettere sotto controllo il proprio esborso economico, trasformando un rischio potenziale in una scelta strategica consapevole.

Il contesto di mercato e i livelli di prezzo attuali

Gli attuali livelli di prezzo riflettono un mercato impostato su una forte prudenza. Il mercato delle Garanzie d’Origine ha già incorporato una serie di fattori ribassisti che hanno compresso le aspettative e mantenuto i prezzi su livelli contenuti.

Tra i principali elementi già scontati dal mercato rientrano:

  • la possibile disponibilità di volumi residui dall’anno precedente (rollover di GO);
  • l’entrata in esercizio di nuova capacità rinnovabile, stimata in almeno 10 TWh da nuovi impianti solari e oltre 20 TWh dall’eolico;
  • un contesto geopolitico incerto, caratterizzato da tensioni internazionali e instabilità regolatoria;
  • il ridimensionamento delle aspettative sull’idrogeno verde, con numerosi progetti rinviati o cancellati;
  • l’incertezza legata all’evoluzione della direttiva europea sui Green Claims;
  • l’ingresso di nuovi Paesi esportatori netti di Garanzie d’Origine nel circuito AIB, come la Bulgaria.

Nel loro insieme, questi fattori hanno contribuito all’attuale livello di prezzo, piuttosto contenuto. Tuttavia, questa configurazione riflette principalmente il passato recente e non necessariamente le dinamiche che potrebbero emergere nei prossimi anni.

Crescita della produzione rinnovabile in Europa

I dati Eurostat e i principali report di settore indicano che nel 2025 la quota di elettricità prodotta da fonti rinnovabili in Europa è ulteriormente cresciuta rispetto al 2024. Tuttavia, questa crescita non è stata omogenea tra le diverse tecnologie.

In particolare, l’aumento è stato trainato dal solare, mentre la quota relativa di eolico e idroelettrico si è ridotta. Questo aspetto è rilevante perché proprio eolico e idroelettrico rappresentano storicamente una parte significativa delle emissioni di Garanzie di Origine.

Fonte20242025 (Q3)Trend
Solare22-23%~38%Crescita significativa, trainata da nuovi impianti e stagionalità favorevole
Eolico39%~31%Leggera flessione in quota relativa, compensata dall’espansione del solare
Idroelettrico29-30%~23%Influenza della variabilità stagionale e idrologica
Bioenergia + Geotermia~8%~8%Contributo stabile

Nel complesso, la quota di rinnovabili sul totale dell’elettricità europea è passata dal 47,5% nel 2024 al 49,3% nel 2025. Tuttavia, la riduzione del contributo relativo di idroelettrico ed eolico suggerisce che il 2025 potrebbe registrare un livello di emissioni di GO inferiore rispetto all’anno precedente, nonostante l’aumento complessivo della produzione rinnovabile.

A questo si aggiunge l’andamento delle riserve idriche: nel 2025 non hanno replicato i livelli particolarmente favorevoli del 2024 e, in alcune aree europee — in particolare nella regione alpina — la situazione iniziale appare più debole, con analogie rispetto a contesti già osservati nel 2022.

Figure 2: Livelli delle Riserve d’Acqua nella catena Alpina

Five-year market price evolution of HWS GOs – production periods 2025–2026–2027

Fonte: elaborazione Nvalue su dati provenienti da fonti nazionali, tra cui RTE, Nord Pool Spot, SFOE e altre fonti ufficiali.

Proiezioni al 2030

Guardando al medio termine, diversi scenari europei convergono su un punto chiave: la domanda di elettricità rinnovabile è destinata a crescere in modo significativo entro il 2030. L’elettrificazione dei trasporti, del riscaldamento e di ampie porzioni dell’industria porterà a un aumento strutturale dei consumi elettrici.

In questo contesto, le analisi di settore stimano che il consumo di elettricità rinnovabile in Europa potrebbe aumentare fino a circa il 60% rispetto ai livelli attuali, a condizione che prosegua la diffusione di veicoli elettrici, pompe di calore, infrastrutture per l’idrogeno e data center.

Questo scenario implica una crescente competizione per l’accesso all’energia rinnovabile e ai relativi strumenti di tracciamento. In prospettiva, la disponibilità di elettricità verde e di Garanzie di Origine non dipenderà solo dalla capacità installata, ma anche dalla velocità con cui la domanda crescerà nei diversi settori.

I fattori rialzisti che peseranno sui costi per abbattere le emissioni Scope 2

Guardando al futuro, diversi fattori rialzisti non risultano ancora pienamente riflessi nei prezzi attuali delle Garanzie di Origine. Questi elementi riguardano sia il lato dell’offerta sia quello della domanda, oltre a cambiamenti regolatori e metodologici.

Sul fronte dell’offerta, si osserva una riduzione dei volumi disponibili in asta, in particolare da parte del GSE, con circa 40 TWh in meno rispetto al 2024. A ciò si aggiungono fattori strutturali come anni caratterizzati da cattiva idrologia e una minore produzione idroelettrica, che riducono l’emissione complessiva di GO.

Dal lato della domanda, crescono le pressioni legate allo sviluppo di data center e applicazioni di intelligenza artificiale. In Germania, a partire dal 2026, i centri ICT dovranno essere alimentati al 100% da fonti rinnovabili, introducendo una domanda rigida e difficilmente comprimibile.

Sul piano regolatorio, l’estensione dei programmi di aiuto di Stato a settori industriali energivori e l’evoluzione dei requisiti di rendicontazione — inclusi CSRD e CSDDD — continuano a coinvolgere aziende responsabili di circa l’88% delle emissioni europee. Parallelamente, gli obiettivi di decarbonizzazione delle grandi imprese si estendono lungo l’intera filiera, coinvolgendo fornitori e PMI.

Inoltre, l’adozione della RED II in Norvegia potrebbe favorire un aumento dell’utilizzo delle Garanzie di Origine, in quanto il metodo market-based sarebbe destinato a essere privilegiato nella tracciabilità dei consumi elettrici rinnovabili. Cambiamenti metodologici di questo tipo contribuiscono a rafforzare la domanda di strumenti di tracciabilità, incidendo sulle dinamiche di mercato.

Nel loro insieme, questi fattori aumentano il rischio di una pressione al rialzo dei prezzi nel medio termine.

Agire oggi: controllo dei costi, flessibilità e credibilità

Per le aziende industriali, intervenire oggi sulla copertura Scope 2 significa cogliere un duplice vantaggio: fissare condizioni economiche favorevoli e costruire un percorso di decarbonizzazione solido, credibile e difendibile nel tempo.

Attraverso un approccio strutturato al mercato delle Garanzie di Origine, Nvalue supporta le aziende nella definizione di strategie coerenti con il profilo di consumo, gli obiettivi industriali e i requisiti di rendicontazione. L’attenzione non è rivolta solo alla compliance, ma alla capacità di integrare le scelte Scope 2 in una visione di lungo periodo.

Il contesto attuale offre una combinazione rara: prezzi ancora accessibili in un mercato che, guardando avanti, presenta più rischi di rialzo che opportunità di ulteriore ribasso. In questo scenario, attendere significa esporsi all’incertezza; agire oggi significa governarla.


Approfondire oggi queste dinamiche è essenziale per prendere decisioni informate sullo Scope 2.